G.S.D. SAN MICHELE

La serranda è semi abbassata.
La luce dell'ultimo sole di una splendida giornata di Luglio entra ugualmente nella stanza.
Il visitatore ha posato al centro del tavolo un registratore.
La bobina inizia lentamente ad andare avanti "catturando" le parole.
Don Luigi Centanaro va con la mente indietro nel tempo, e dalla sua voce affiorano nitidi i ricordi.

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<Sono sempre stato sportivo, però come prete ho sempre avuto la convinzione che mi è stata inoculata da persone che avevano esperienza in materia e poi confermata da quella diretta che per guidare i ragazzi in modo che anche nel divertimento, trovino una misura, una regola di vita, bisogna prima di tutto fare qualche cosa per loro.
A quei tempi il campo sportivo era l'ottimo.
Dovunque sono andato o l'ho trovato oppure l'ho costruito.
A Montoggio l'ho costruito.
A Certosa c'era l'antico chiostro trasformato in centro sportivo ed era il punto di riferimento per l'aggregazione di tutti i ragazzi di Certosa.
Non c'era ragazzo in quella delegazione che non sia passato di lì.
Sono andato a Sussisa, e forte dell'esperienza mi ero messo in testa di costruire un campo sportivo e naturalmente mi hanno definito un "pazzo".
<Un campo sportivo a Sussisa, senza una strada? Cosa ne fa poi? Chi ci gioca nel campo che vuole costruire>?

Erano le domande che mi rivolgevano la gente del posto.
Va bene ci farò un campo di patate!
Rispondevo fra il serio e il faceto.
Ho trascorso nottate una "fare sabbia" utilizzando un frantoio rudimentale. Il cemento veniva trasportato a dorso di mulo.
In poco tempo ho organizzato un cantiere di lavoro, facendo lavorare alla costruzione dell'impianto sportivo alcuni uomini del paese.
Terminati i lavori comprensivi dell'impianto di illuminazione, ho incominciato a inoltrare tramite lettera, inviti alle varie società sportive dei dintorni alla partecipazione di un torneo di calcio da disputare sul nuovo campo di Sussisa organizzato dalla Parrocchia. Ottenuta in breve tempo l'adesione di molte società ho potuto organizzare nell'estate un torneo di calcio notturno.
Quel Torneo è stato un grosso successo.
C'era un mondo di persone che veniva da tutte le parti e lo sport ha entusiasmato il Paese che allora era diviso da ideologie politiche. Il torneo ha rappacificato gli animi.
La strada che da Sori conduceva a Sussisa era allora sterrata, e di notte era uno spettacolo vedere una lunga fila di automobili che trasportavano centinaia di giovani che cercavano nel Paese per giocare a pallone.
Terminato il Torneo ho provveduto a organizzarne subito un altro, coinvolgendo questa volta non più società sportiva, ma i ragazzi delle frazioni vicine.
Lo sport ancora una volta è stato un eccellente veicolo di amicizia.
Infatti tramite il torneo, i ragazzi abitanti nelle frazioni limitrofe hanno instaurato rapporti di amicizia tra di loro, superando la conflittualità derivata addirittura da antagonismo risalente ai tempi antichi.

Arrivato a Montesignano nel settembre 1967 in qualità di Coadiutore del Sac. Luigi Casarino parroco da 24 anni, in precarie condizioni di salute.
L'impatto con una parrocchia di così vaste proporzioni, per di più in vertiginosa espansione sia territoriale che demografica, con una chiesa inesorabilmente chiusa, senza un domani, mi ha fortemente colpito, al punto che ho ritenuto di dover riferire a chi mi aveva mandato , la necessità di provvedere all'acquisizione di un terreno per l'attività pastorale in conformità alle mutate condizioni della parrocchia.
Da parte dei Superiori non ci furono soltanto belle parole, ma l'impegno formale di aiuto qualora fosse trovata un'area idonea.

Dopo svariati quanto inutili tentativi si puntò all'area di via Terpi 22 / C, su cui sorgevano 14 "casette" costruite nell'immediato dopo guerra per far fronte ad una situazione di emergenza, ma ormai quasi tutte disabitate perché inabitabili: i rovi e gli arbusti infatti avevano avviluppate tanto da occultarle quasi totalmente allo sguardo del viandante.
Ho inoltrato regolare richiesta all'amministrazione comunale che ne vantava la proprietà, era il 28/10/1968.
Nonostante gli innumerevoli contatti personali nonché gli accorati appelli a tutti i notabili, che per le ragioni più disparate si pensava potessero far sentire il peso della loro personalità allo scopo di favorire la pratica, questa finì per essere categoricamente archiviata. Tutti i tentativi erano miseramente falliti, tutte le speranze definitivamente perdute.
La Parrocchia era proprietaria del terreno dove ora sorge il parcheggio adiacente al campo sportivo Angelo Baiardo. In precedenza era già stato ceduto al Comune il terreno dove ora sorge l'impianto sportivo della suddetta Società.
Ho quindi proposto una permuta di terreno tra Parrocchia e Comune.
Finalmente la pratica è finita sulla scrivania dell'assessore all'urbanistica che dopo averla esaminata ha emesso giudizio favorevole. E 'il 29 maggio del 1970.
Ma c'è stato ancora un grosso intoppo l'operazione "permuta" si rivela impossibile, in quanto il terreno che la parrocchia avrebbe ceduto come contropartita apparteneva al Beneficio parrocchiale anziché alla chiesa.
All'idea di permuta e subentrata quella di acquisto.
A questo punto entra in scena "una persona che non dimenticherò mai"; una persona apolitica, incontrata per sbaglio, amareggiata di vedere naufragare tante iniziative per contrapposti interessi politici, che si sente in dovere di aiutare chi gli ispira fiducia di voler fare veramente qualcosa di utile per gli altri: l'Ing. Pierino Boccotti Capo Ripartizione Piano Regolatore.
Grazie all'interessamento di questa persona siamo arrivati ​​alla conclusione dell'acquisto del terreno. Era l'8 Agosto 1970.

La costruzione del campo sportivo ha avuto inizio il 21 maggio 1974.
Pietro Corica perché tra le convocate è la ditta che offriva maggiori garanzie e convenienza nel prezzo.
Successivamente, con lettera personale recapitata casa per casa, sono stati convocati tutti i capofamiglia della Parrocchia per un'assemblea generale avente per oggetto l'utilizzazione del campo sportivo. Hanno partecipato circa cinquanta persone.
Tutti i presenti hanno espresso non solo il parere favorevole all'iniziativa sportiva ma l'urgenza dell'attuazione del progetto a favore di centinaia di ragazzi della zona che in quel periodo non avevano nessuna alternativa alla strada.
L'assemblea ha eletto un comitato da convocare periodicamente.
Il Comitato era formato da: Arnaldo Barrili, Emilio Bobek, Paolo Bruzzone, Francesco Bracco, Costantino Cillara, Graziano Elementi, Giacomo Ferrari, Secondo Filanti, Luigi Fasce, Pietro Muscarella, Antonio Olivari, Salvatore Raciti, Mimmo Sagoleo, Papalia Tancredi, Stefano Vanelli , Giuseppe Zappalà, Daniele Zaccaria.
Nel frattempo i lavori sono proseguiti con la fondazione ed erezione del muro a valle. Causa la natura instabile del terreno, a giudizio del progettista Ing. Canepa, lo scavo della fondazione viene ampliato con conseguente aumento della spesa.
I lavori di costruzione del muro a valle con relativo drenaggio e riempimento, hanno avuto termine col mese di Luglio 1974.
Il 12/3/1975, il Comitato si è riunito allo scopo di esaminare la possibilità di riprendere i lavori.
Le ragioni che hanno consigliato la ripresa sono molte e di varia natura:
- anzitutto l'urgente necessità, in vista soprattutto della prossima assegnazione di sette nuovi caseggiati dell'istituto Autonomo Case Popolari con oltre 300 appartamenti, assegnati in base al numero dei figli.
- il continuo lievitare dei prezzi per cui in seguito diverrebbe sempre più difficile.

Il 9 Aprile 1975 la Pala Meccanica ha dato l'avvio alla seconda fase dei lavori.
Le cose sono incominciate veramente nel modo peggiore!
La scarpata a monte del terreno destinato al campo è andata gradatamente riducendosi di consistenza sotto l'erosione dell'acqua, tanto che la strada sovrastante, di accesso alla Metalleido ha segnato un affossamento e uno slittamento che si è accentuato di giorno in giorno con la pioggia persistente.
Le cose hanno assunto, almeno per il sottoscritto, un corso che non esito a definire drammatico.
Col persistere delle piogge e la conseguente erosione del terreno, si è scoperto finalmente la causa: una fogna di acque bianche che scorreva lungo e sotto la sede stradale a monte del campo, e che era stata danneggiata dall'impresa appaltatrice dei lavori di demolizione delle ex casette, lasciava defluire le acque, che in caso di pioggia, erano torrenziali.
Dopo un periodo quanto mai triste e tormentoso, verso i primi di Giugno nel 1975, l'impresa ha potuto riprendere i lavori.
Si è potuto finalmente tirare un sospiro di sollievo, anche se c'era da affrontare l'imprevisto di spesa per la ricostruzione del muro della strada di accesso alla Metalleido.
Il 26 Giugno, in una riunione di giovani volenterosi si è studiata la maniera per non lasciare nulla di intentato e per poter far fronte alle crescenti spese occorrenti per ultimare il muro a monte.
In data 9 Agosto L'impresa Corica ha sospeso i lavori per ferie, tra le altre cose ha ripristinato la fogna, causa di tanti guai.
I lavori sono ripresi il 18 Agosto con la prosecuzione del muro a monte.
Dopo un'ulteriore sospensione dei lavori per mancanza di fondi nei dati 3 Dicembre è stato convocato il Comitato per il Campo.
Erano presenti Giacomo Ferrari, Giuseppe Zappalà, Salvatore Raciti, Antonio Olivari, Pietro Muscarella, Mino Bertone, Francesco Bracco e alcuni componenti Comitato Case nuove popolari: Guzzardi, De Maio e Conte.
Si è discusso a lungo sulla ricerca di qualche iniziativa allo scopo di riuscire a portare a termine la costruzione del campo.
E 'stato deciso di dare avvio a una pubblica sottoscrizione, e di riprendere la raccolta a domicilio.

Il 3 marzo 1976 sono ripresi i lavori con l'aiuto di un benefattore.
Nel corso di una riunione del Comitato si è prospettato il problema degli spogliatoi, i quali nel progetto generale sono stati inseriti nella costruzione del complesso parrocchiale.
Nella ricerca di una soluzione qualcuno ha suggerito l'idea di richiedere all'AMT una vettura fuori servizio.
Il 14 marzo 1977 dopo l'ennesima sospensione, ripresi ancora una volta i lavori per la sistemazione definitiva del campo sportivo.
Un mese dopo si è iniziato a rullare il fondo, dopo uno spessore di drenaggio con pietre, zetto e infine con uno strato di loppa. br In quel periodo ho notato da parte dei membri del Comitato un particolare fervore, ognuno per la parte di competenza.
L'interessamento è diventato generale.
Occorreva ancora l'impianto di illuminazione.
Dopo mesi di ricerche affannose abbiamo finalmente risolto il problema dei pali per la recinzione e l'illuminazione del campo grazie anche alla Società USA Baiardo.
Arnaldo Barrili ha procurato alcuni pali di recupero, Franco Cavassa otto fari.
La saldatura dei pali è stata eseguita gratuitamente da Giulio D'Andrea coadiuvato da Lastrego e Cassinelli.
Il 10 maggio, trainato da un automezzo dell'AMT è stato sistemato ai margini del campo il pullman che dovrebbe essere adibito come spogliatoio in via provvisoria.
Purtroppo fin dal primo giorno è stato preso di mira da parte dei soliti teppisti, che qui infestano la zona, dei quali con tutta sincerità ci si aspettava un tantino di comprensione, poiché tutto è stato fatto per loro.
Verso la fine del mese di Luglio 1977 l'impresa Corica con una squadra di sei operai ha proceduto alla stesura dell'ultimo strato di terra sulla superficie del campo.
Il primo agosto 1987 i lavori più grossi sono praticamente ultimati.
Ci sono ancora tanti piccoli lavori da fare e ho pensato di rivolgere un appello pubblico a Chiesa, a tutti i volenterosi per un volontariato.
Terminato il lavoro da parte della ditta Corica, la risposta della gente disponibile a dare una mano è generosa.
Per i primi sei mesi del 1978 si sono trovati sul campo in prevalenza il Sabato: Ambrosino, Arnaldo Barrili, Emilio Bobek, Biasior, Luciano Calvo, Nicolò Caviglia, Costantino Cillara, Giulio D'Andrea, Roberto Donnini, Ezio Germania, Alberto Finessi, Corrado Gava, Bruno Miglioranzi, Gino Moretti, Mereu, Mirko Moretti, Nardone, Lino Pastorino, Franco Principato, Maurizio Picca, Gino Piras, Salvatore Raciti, Roberto Torti, Giuseppe Zappalà, Daniele Zaccaria e molte altre persone che in svariate maniere hanno collaborato.

Il 13 maggio 1978 è stato recapitato il prefabbricato della ditta New House di Parma. Sarà provvisoriamente adibito uno spogliatoio, non potendosi, al momento fare una costruzione in muratura.
Nel frattempo è stata fissata la data di inaugurazione, e intorno al campo la disponibilità della gente del quartiere è stata ancora una volta generosa, anche da parte dei giovani che si sono adoperati nei più svariati impegni di lavoro.
Il 3 Giugno 1978 il campo sportivo è stato inaugurato.
Dopodiché gli sforzi si sono concentrati sulla costruzione della Chiesa.
E 'necessario a questo punto fare un passo indietro. Nel 1972 la Curia aveva affidato all'Ing. Giovanni Canepa l'incarico di elaborare il progetto del Nuovo Complesso Parrocchiale.
Nel Luglio del 1982 viene finalmente rilasciata la Licenza Edilizia che autorizza l'esecuzione dei lavori come da progetto. Nell'aprile del 1983 hanno inizio i lavori di preparazione dell'area, per la costruzione della chiesa, mediante, soprattutto, la costruzione del muro di contenimento a valle, che per le sue dimensioni comporta particolari accorgimenti tecnici.
I lavori appaltati dalla Ditta Corica - Fazzari ed eseguiti a regola d'arte e vera competenza sono portati a termine nel settembre dello stesso anno.
Il 20 ottobre 1984 c'è stata la posa della prima pietra alla presenza di SE il Cardinale Giuseppe Siri, e il 1 Giugno 1989 la Consacrazione della Chiesa dedicata a Santa Maria ed a San Giustino da parte dell 'Arcivescovo di Genova Card. Giovanni Canestri.
Più tardi, gradualmente tutti i lavori del Complesso Parrocchiale sono stati ultimati>.

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Il visitatore spegne con una "ditata" il registratore, saluta con una stretta di mano Don Luigi.
Giunto nello spiazzo antistante la Chiesa si ferma, accende la pipa e rimane lì per qualche minuto ad osservare il Complesso Parrocchiale.
Il Complesso sorge al centro del Quartiere.
L'edificio "chiesa" è parte culminante.
La realizzazione del complesso avviato con la costruzione del campo sportivo, degli spogliatoi (1981) vieni variante al progetto che prevedeva su quella superficie una gradinata e nel 1983 dell'imponente muro che delimita una valle lo spazio su cui sorge il complesso parrocchiale. Tale complesso comprende anche un edificio a tre piani (l'ultimo a livello dell'aula della chiesa, con locali di servizio alla stessa, sacrestia, uffici parrocchiali, abitazione dei sacerdoti; mentre quello di mezzo ospita le aule per la catechesi e le sale di riunione e quello a piano terra le sedi per le varie attività parrocchiali e spazi per il tempo libero al coperto.
Sotto il piano della Chiesa su una superficie di 850 mq circa, c'è la palestra inaugurata nell'Ottobre 1993. Nel restante spazio all'aperto: un piazzale di accesso alla Chiesa, un piccolo parco giochi per i bambini, pallavolo, campi da bocce, aiuole, zona parcheggio e tra il verde che circonda tutti gli edifici.
Subito dopo la porta d'entrata alla palestra, lungo la stradina che dal parco giochi va alla Chiesa fiancheggiando impianto di calcio, c'è la sede del GS San Michele inaugurata il 1 giugno 1988.
Nel campo sportivo alcuni ragazzi stanno giocando a pallone.
Il sole è una palla rossa, ripete quell'esercizio da milioni di anni ma ogni qualvolta lo fa, la gente si ferma ad osservarlo, stupita dalla sua bellezza.
Ora il riflesso del tramonto "accarezza" il campo dando una sfumatura rossastra alle maglie bianche degli atleti di una delle due squadre. Proprio là dove sorgevano le 14 casette semi sepolte da rovi e arbusti.